In ricordo del Prof. Giovanni Maffeo

“La vita è corta, l’arte vasta,                                 

l’occasione rapida, l’esperienza fallace, il giudizio arduo…”

                        Ippocrate


In ricordo del Prof. Giovanni Maffeo.  
Alla vigilia del suo compleanno, una tremenda e lunga malattia ha abbattuto la fibra forte di Giovanni Maffeo, dal 1986, umile, operoso e brillante Professore Ordinario di Fisiologia Veterinaria presso l’Università di Milano. Era nato il 15 novembre 1937 a Sozzago (Novara); di quella terra e della Cascina Rosala ha sempre mantenuto e ci trasmetteva bellissimi ricordi. Si laurea nel 1964 in Medicina Veterinaria presso la Facoltà di Milano, nello storico e qualificato Istituto di Fisiologia Veterinaria e Chimica Biologica sotto la guida del Prof. Emilio Martini e dei suoi assistenti i Proff. Federico Chiesa e Rolando Oberosler ed insieme ad Eraldo Seren, Camillo Secchi e Gabriele Bono costituiva il gruppo dei “giovani” dell’Istituto. Dopo la prematura scomparsa del Prof. Martini di questo gruppo rimasero in Istituto solo il Prof. Maffeo ed il Prof. Secchi in quanto gli altri furono chiamati presso altre sedi ed avviarono o ricostituirono vari nuclei di Fisiologia Veterinaria in Italia. Nella sede di via Celoria a Milano operò fino al pensionamento.
Ho conosciuto il Prof. Giovanni Maffeo negli “anni di piombo” (1977)  già al primo anno di Veterinaria, ancor prima di averlo come docente di Fisiologia Veterinaria I al secondo anno. Alla sera si andava a passo quasi di corsa verso Lambrate per prendere il treno delle 19 o più spesso quello delle 20; Lui il “Piacenza” per Lodi sul “quarto” ed io “Voghera” sul “secondo” oppure lo “Stradella” sul “dieci”. Ed al mattino di nuovo ci si aspettava e ci si raccoglieva a lato della banchina del “tram 23”. Durante il tragitto, sia alla sera che al mattino, non era mai solo, circondato da diversi studenti pendolari dei vari anni: ci ascoltava, ci chiedeva, ci parlava, forniva suggerimenti, indirizzava, una vera opera di tutoraggio. Cercava costantemente supporto e collaborazione di studenti che disponessero di allevamenti nel circondario di Lodi necessari per i suoi “esperimenti”; già questo evidenzia il fatto che avesse precorso i tempi con preziose ricerche, intuizioni ed insegnamenti di tipo applicativo della fisiologia animale sviluppando quello che oggi conosciamo come “trasferimento tecnologico”. Io non avevo queste disponibilità, ma la sua indicazione era molto precisa: “laureati al più presto e poi ne parleremo!” Era ancora ricercatore del “Centro Latte del CNR” e aspettò a lungo e con ansia di passare come Professore Universitario avendo conseguita la “Libera Docenza in Fisiologia degli Animali Domestici e Chimica Biologica”. Sempre disponibile e collaborativo con tutti, nei giorni successivi alla laurea mi mandò in aiuto a Colleghi, in quanto aveva capito che sapevo gestire e contenere maiali, bovini e cavalli, per dei prelievi di sangue in tanti suini. Rimase molto sorpreso dal fatto che dopo un paio d’ore fossimo già di ritorno, incredulo e felice di poter disporre di tanti campioni in breve tempo per il laboratorio. Iniziò così una proficua ed intensa attività che mi onora di averlo avuto come Maestro per oltre venticinque anni, anche se mantenne sempre un comportamento più da compagno di viaggio. Mi impressionava il Suo grande sapere e per avere la capacità di costruire ricerca scientifica e innovazione in modo semplice e lineare, ma eccezionale era la Sua curiosità e voglia continua di indagare: era veramente instancabile nella ricerca di nuovi filoni di ricerca e ti stimolava a farlo. Quando ti sembrava di aver approfondito al massimo un tema di ricerca o una presentazione con estrema gentilezza e pazienza ti faceva una serie numerosa di integrazioni logiche e pertinenti che ti lasciavano di stucco, come se avesse appena finito di studiare quell’argomento!
Fu Lui l’ideatore ed artefice di molti studi di fisiologia della riproduzione animale, dell’endocrinologia applicata, della fecondazione artificiale, della fisiologia della lattazione con un modello di studio di propria invenzione – la mammella bovina isolata-, dell’analisi, determinazione e applicazione di molte sostanze ad attività biologica e molto altro che trova riscontro in oltre trecento pubblicazioni.  Le Sue lezioni, seminari, analisi e discussione dei vari temi erano a dir poco fantastiche, chiare, ricche, esaustive e formative, caratterizzate da un alto valore educativo, moderno ed efficace. Un Suo intervento in un convegno era sempre un evento seguito con massimo interesse da accademici, veterinari e allevatori.
Seppe costruire una fitta rete di rapporti scientifici nazionali ed internazionali di valore che gli permisero di avviare consistenti progetti di cerca.  Agli studenti, laureandi ed allievi oltre al sapere ha trasmesso il concetto che in ambito accademico, scientifico e anche fuori da questi è sempre necessario utilizzare buonsenso e lungimiranza. Il Suo buonsenso e la Sua lungimiranza furono per Lui strumenti di lavoro ineguagliabili che gli permisero come Direttore di riorganizzare e riqualificare l’Istituto di Fisiologia Veterinaria e Biochimica, dopo un lungo periodo molto critico e sempre con lungimiranza ci portò verso i Dipartimenti. In ambito nazionale il Suo buonsenso, lungimiranza e lavoro, sottolineo lavoro duro, e signorilità, furono determinanti per dare nuovi impulsi alla Fisiologia Veterinaria e ad altre discipline. La Sua sensibilità permise di risolvere con eleganza molti attriti e controversie locali e nazionali, talvolta a di poco anche molto imbarazzanti. Si battè strenuamente per reclutare e dare spazio ai giovani, con saggezza fu promotore di un Dottorato di Ricerca, del Progetto Erasmus, borse di studio, assegni di ricerca. Non volle mai, sebbene molte volte sollecitato, assumere cariche accademiche e non per timidezza; convinto, asseriva che questi incarichi lo avrebbero allontanato dal suo amato lavoro di insegnamento e ricerca e gli avrebbero precluso l’andata in allevamento. Sempre con la massima coerenza e determinazione, per agevolare il rinnovamento lasciò anzitempo il ruolo di Professore Universitario.
Oggi, a Lodi esiste un’Università ed un Parco Tecnologico finalizzato ed operante nell’agroalimentare e molti li conoscono anche, ma tutti devono sapere che queste moderne ed eccellenti strutture, vanto della Città, sono state pensate per Lodi ed il suo territorio dal Prof. Giovanni Maffeo, che raccolse adesioni a vari livelli e fu promotore dei primi finanziamenti per avviare progetto e costruzione. A nome degli studenti, quelli che l’hanno avuta come Professore e di quelli che purtroppo non l’hanno conosciuta e ne sentono solo parlare, degli allievi, del mondo della veterinaria e delle produzioni animali, dei tanti Colleghi dell’Accademia e della Fisiologia Veterinaria un infinito “grazie” per questo prezioso ed inestimabile gioiello: la “Facoltà di Veterinaria di Lodi”, un sicuro pezzo di futuro. Questo è quanto ci lascia un uomo vero, un grande Professore e punto di riferimento della Veterinaria.

Santa Giuletta, 15 novembre 2020

Letto in Lodi, il 16 novembre 2020
                                                                         Daniele Vigo

 

In ricordo del Prof. Giovanni Maffeo

“La vita è corta, l’arte vasta,                                 
l’occasione rapida, l’esperienza fallace, il giudizio arduo…”
                        Ippocrate


In ricordo del Prof. Giovanni Maffeo.  

Alla vigilia del suo compleanno, una tremenda e lunga malattia ha abbattuto la fibra forte di Giovanni Maffeo, dal 1986, umile, operoso e brillante Professore Ordinario di Fisiologia Veterinaria presso l’Università di Milano. Era nato il 15 novembre 1937 a Sozzago (Novara); di quella terra e della Cascina Rosala ha sempre mantenuto e ci trasmetteva bellissimi ricordi. Si laurea nel 1964 in...

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