Storia della Fisiologia Veterinaria

Dalla fondazione delle Scuole di Veterinaria Italiane (Veterinaria Maggiore) risalenti all`inizio del XIX secolo, l`insegnamento delle Discipline biologiche di base tra le quali trova posto, accanto all`Anatomia, la Fisiologia, si è avviato con notevoli difficoltà: Docenti dotati di sufficiente preparazione scientifico-didattica specifica erano inesistenti ed era dunque naturale che gli stessi provenissero dalle Scuole di Medicina, di Biologia o di Zoologia.


Durante questo secolo si sono formate gradualmente Scuole veterinarie che hanno sviluppato in modo autonomo lo studio e le ricerche di Anatomia funzionale degli animali domestici.


Fino alla fine del secolo gli insegnamenti di Anatomia e di Fisiologia erano infatti tenuti da un unico Docente presso la maggior parte delle Scuole.


Nel decreto di Istituzione in Milano della Scuola per l'Arte Veterinaria (1 agosto 1805) nel titolo III si legge:


"Il professore di Anatomia, nello spazio di 3 anni, insegnerà, l`Anatomia di tutti gli animali utili all`economia sociale e particolarmente quella del cavallo, del bue e della pecora. La descrizione delle parti sarà seguita dalla spiegazione delle funzioni di ciascuna e del loro esercizio.
Il professore si studierà di eseguirla colla possibile chiarezza e schiverà ogni questione di fisiologia che sia troppo dubbia e sottile o troppo scientifica".

L'Ordinamento dell'I.R. Scuola di Veterinaria di Milano del 1834 (prima Riforma Austriaca della scuola) al paragrafo 12 (Regolamento da osservarsi nell`istruzione d`Anatomia e Fisiologia), oltre ad indicare le modalità, di insegnamento dell'Anatomia del Cavallo, al secondo capoverso recita: "a questa succederà la Fisiologia del Cavallo, la quale dovrà contenere tutto ciò che è noto, senza però occuparsi di ipotesi insussistenti e di vane speculazioni".


Si ha l`impressione che il Fisiologo, nel secolo passato apparisse, agli occhi dell`Autorità, un Docente poco affidabile, un acchiappa farfalle che doveva essere controllato e limitato nelle sue "vane speculazioni". Il Regolamento della Regia Scuola Superiore di Medicina Veterinaria di Milano (860 Regno d'Italia) elenca invece, tra gli insegnamenti che devono essere impartiti autonomamente, la Fisiologia Sperimentale Applicata alla Veterinaria. Ciò nonostante nelle Scuole di Medicina veterinaria italiane l`insegnamento delle due Discipline (Anatomia e Fisiologia) continua ad essere unificato.

Nel 1880 Enrico Sertoli, Professore di Anatomia e Fisiologia presso la Scuola Superiore di Veterinaria di Milano, ottenne la scissione della Cattedra da Lui coperta nelle due discipline distinte optando per l'insegnamento della Fisiologia e passando a dirigere l'Istituto di Fisiologia Sperimentale. Da questa data e per lungo tempo, fino ai primi decenni del XX secolo, l'Istituto di Fisiologia Veterinaria di Milano rimase l`unica struttura Scientifica specificatamente dedicata allo studio della Fisiologia Animale.


Anche a Napoli il Prof. Giovanni Palladino, nel 1892, ottenne la scissione degli insegnamenti di Anatomia e di Fisiologia optando per quest`ultima Disciplina.


A conferma dell'imprevedibilità sociale dei Fisiologi del tempo mi sembra opportuno riferire due aneddoti. Il primo coinvolse il Prof. Palladino che eletto alla Direzione della Scuola di Veterinaria, si rifiutò, il 5 marzo 1899, di eseguire l`ordine del Ministro che imponeva l`iscrizione alla Scuola di un maniscalco sprovvisto del titolo di ammissione. Di conseguenza fu sospeso dall`Ufficio di Direttore e la Scuola fu chiusa. Il 17 novembre dello stesso anno la Scuola fu riaperta ed aggregata alle Facoltà di Medicina al cui Preside fu affidata la Direzione temporanea.


Del Sertoli è bene ricordare che, lasciando la Cattedra di sua spontanea volontà nel 1907, giustificò il volontario ritiro con la seguente motivazione: "quando l`Università non sia comodo riparo alla bottega, il Docente non deve occupare la Cattedra in età troppo avanzata poiché ciò va a scapito, salvo rarissime eccezioni, del rapido aggiornarsi della Scienza".


Il Sertoli a Milano e il Palladino a Napoli possono essere considerati come i fondatori delle scuole di Fisiologia Veterinaria, intesa come disciplina e ambito di ricerca autonome.


Le loro ricerche e la loro onestà intellettuale hanno lasciato una impronta indelebile di serietà e di elevata qualità scientifica alle scuole di Fisiologia Veterinaria che si sono sviluppate nelle sedi Universitarie Italiane. Purtroppo il Palladino si trasferì successivamente alla Cattedra di Fisiologia Generale della Facoltà di Scienze interrompendo la necessaria continuità della Scuola Fisiologica Veterinaria Napoletana.


Rimase una continuità di Scuola a Milano dove al Sertoli successero Angelo Pugliese, Ludovico Beccari, Filippo Usuelli ed Emilio Martini.


Il ritardo temporale nella formazione delle Scuole di Fisiologia Veterinaria nelle altre Facoltà (istituzione di Cattedre di Fisiologia, costituzione dei rispettivi Istituti) è da riferirsi principalmente alla Legge 25 luglio 1922 n. 1147 nella quale è indicato che l`insegnamento della Fisiologia ai Veterinari doveva essere impartito dalle Cattedre di Fisiologia di Medicina (almeno nelle Sedi dove coesistevano le due Medicine).


E` per questo che solo nel 1933 viene istituita una Cattedra di Fisiologia Veterinaria a Bologna coperta da Ludovico Beccari, successivamente da Filippo Usuelli e poi da Giuseppe Borgatti; solo nel 1947 Paolo Rowinsky viene chiamato a Sassari a coprire la Cattedra di Fisiologia Veterinaria, successivamente coperta da Giovanni Manunta; nell 1955 viene istituita la Cattedra di Fisiologia Veterinaria a Messina coperta da Ada D`Agostino Barbaro e, successivamente, da Concetta Zanelli; nel 1956 viene istituita una cattedra di Fisiologia Veterinaria a Perugia coperta dal Rowinski; nel 1958 la Facoltà di Pisa istituisce la cattedra di Fisiologia Veterinaria coperta da Dino Spisni; nel 1964 viene istituita la Cattedra di Fisiologia Veterinaria a Torino coperta dal Rowinski; nel 1970 viene istituita la Cattedra di Fisiologia Veterinaria a Napoli, coperta da Cesare Vacca; nel 1990 viene istituita la Cattedra di Fisiologia Veterinaria nella Facoltà di Parma e, da ultimo (1993), le cattedre di Fisiologia Veterinaria nelle nuove Facoltà delle Università di Padova, Teramo e Camerino.


Se si escludono le Facoltà di Milano e di Bologna, la formazione di Scuole di Fisiologia Veterinaria (istituzione di Cattedre e rispettivi Istituti) è abbastanza recente.


I Maestri che ho prima elencato, pur provenendo in prevalenza da Scuole di Fisiologia Umana o di Fisiologia Generale, entrati a far parte del Corpo Docente delle Scuole/Facoltà di Medicina Veterinaria, hanno indirizzato, con estremo rigore scientifico, le loro ricerche su temi di Fisiologia degli animali di interesse Veterinario anche se i risultati ottenuti hanno spesso travalicato l`interesse specifico veterinario e hanno contribuito all`avanzamento delle conoscenze nell`ambito della Biologia.


Basti citare tra queste le ricerche del Sertoli sulla struttura dei tubuli seminiferi, sulle proteine del sangue, sulle proprietà eccitatorie della muscolatura liscia; quelle del Palladino sulla struttura funzionale del cuore, sulla motilità gastrica, sulla digestione cecale dei grandi erbivori; le ricerche fondamentali del Pugliese sulle vitamine e sulle funzioni della corteccia cerebrale; le ricerche del Beccari sulla circolazione venosa, sui plessi intramurali dello stomaco, sulla composizione ionica del sangue; le ricerche dell`Usuelli sugli ormoni, le vitamine e sul metabolismo degli animali di interesse veterinario; le ricerche del Martini sugli ormoni steroidei, sulla vitamina C, sulle funzioni biologiche di alcune frazioni lipidiche cerebrali, sull`elettronarcosi; le ricerche del Borgatti sull`organizzazione funzionale dei prestomaci e sui centri nervosi che la controllano; le ricerche del Rowinski sulla secrezione gastrica e sul trasporto transmembranario del sodio e del potassio; le ricerche della Barbaro sui segnali ematochimici degli stress negli animali domestici; le ricerche del Manunta sul metabolismo del calcio sulla lattazione dei ruminanti e sulla fisiologia riproduttiva degli ovini; le ricerche della Zannelli sulla fisiologia dell`accrescimento degli animali domestici e sul comportamento materno nella specie equina; le ricerche del Vacca sulla fisiologia respiratoria e le ricerche della Spisni sul metabolismo proteico negli animali di interesse veterinario.


L`attività didattica da Loro sviluppata è sempre stata indirizzata a trasmettere ai discenti le conoscenze di base sui processi vitali delle cellule, degli organi e degli apparati degli animali di interesse veterinario ed ad evidenziare le ricadute delle conoscenze fisiologiche nella pratica professionale.


Ne fanno fede i trattati di Fisiologia Veterinaria pubblicati, a partire dalla "Fisiologia Veterinaria" del Beccari (1930), la "Fisiologia degli Animali Domestici comprendente la Chimica Biologica" sempre del Beccari (1948) , la "Fisiologia degli Animali Domestici" del Borgatti, Martini, Rowinsky, Usuelli (1956). La "Fisiologia degli Animali Domestici" del Martini (1979) fino alla `Fisiologia degli Animali Domestici con Elementi di Etologia" di Giovanni Aguggini, Viscardo Beghelli e Ludovico Giulio (1992).


Quando le Scuole Superiori di Veterinaria divennero Facoltà Universitarie l`insegnamento della Fisiologia comprendeva anche l`insegnamento della Chimica Biologica. Il progredire tumultuoso della ricerca scientifica e la mole delle conoscenze trasferibili nella pratica professionale sia nell`ambito della Fisiologia che in quello della Chimica Biologica ha reso necessario (1968) la separazione dell`insegnamento delle due discipline. D`altronde l`evoluzione della medicina Veterinaria che, da "Arte Veterinaria" e "Medicina Minore" si è, via via evoluta all`attuale professione Veterinaria che esige degli Specialisti nell`ambito della Sanità Animale, nelle tecnologie e nella fisiopatologia delle Produzioni Animali, nell`igiene degli Allevamenti, nell`igiene e nella sicurezza degli alimenti di origine animale, nella medicina e nella chirurgia degli animali sportivi e di affezione, nella fisiologia e fisiopatologia della riproduzione, nella ginecologia e dell`ostetricia, nel controllo del benessere animale ecc., pretende che l`insegnamento della Fisiologia dia agli studenti di Medicina Veterinaria una solida base di conoscenze oltre che di Fisiologia Generale anche di Fisiologia Specialistica, finalizzata quest`ultima allo sviluppo delle attività professionali che ho prima genericamente elencato.


La nuova organizzazione della didattica che viene avviata nell`anno Accademico che sta per iniziare (1996/97) prevede, al V anno di corso, la frequenza di Moduli Professionalizzanti specialistici. Ciò porterà modificazioni profonde della struttura didattica e richiederà una notevole capacità d`adattamento dei Docenti all`insegnamento delle rispettive discipline in modo integrato.


Mi esimo dall`elencare gli attuali Docenti di discipline fisiologiche Veterinarie anche perché, essi sono più che noti in ambito Veterinario. Essi Si sono formati, sotto la guida dei Maestri che prima ho ricordato, negli Istituti di Fisiologia Veterinaria. La loro lunga, severa e diuturna preparazione alla docenza anche nelle Discipline Fisiologiche Specialistiche, (Endocrinologia degli Animali Domestici, Fisiologia della Nutrizione Animale, Fisiologia della Riproduzione Animale, Etologia Veterinaria e Benessere Animale, Fisiologia dell`Adattamento degli Animali Domestici, Fisiologia degli Animali da Compagnia, Fisiologia degli Animali da Reddito, Fisiologia Aviare, Fisiologia della Fauna Selvatica, Fisiologia delle Specie Ittiche d`Allevamento) ha permesso loro di acquisire, accanto ad una profonda preparazione fisiologica, una "cultura Veterinaria" necessaria per rivedere e analizzare i temi della Fisiologia in modo finalizzato al Sapere Veterinario e alla pratica professionale.

Prof. Federico Chiesa

Bologna, marzo 1996

 

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Il prof . Federico Chiesa, già docente di Fisiologia veterinaria presso le Facoltà di Milano e di Bologna, è stato Fondatore e Primo Presidente della Società Italiana di Fisiologia Veterinaria (SO.F.I.VET); alla fine del suo mandato, nel giugno 2004, su proposta del Comitato direttivo, gli è stato conferito il titolo di Socio onorario per unanime delibera dell`Assemblea dei Soci.
 

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